Ciao Ragazzi! Grazie per aver trovato la voglia e il tempo di rispondere alle nostre domande!
Steu: Yeah.
Elia: Figuratevi, grazie a voi per l’interesse.

La Macabra Moka – facciamo finta di non aver fatto «x» serate e cene insieme e facciamo anche finta che chi segue Scatti Vorticosi Record non vi conosca-«chi siete? Da dove venite? Dove andate? (un fiorino).». Insomma, vogliamo sapere come vi siete conosciuti, perchè avete deciso di formare un gruppo (e perchè avete scelto proprio questo nome) e dove volevate arrivare quando avete preso questa decisione?
Elia: Non volevamo andare da nessuna parte allora, come non vogliamo andare da nessuna parte adesso. Suonare è sempre stato un modo per passare i pomeriggi insieme e superare indenni i lunghi inverni cuneesi. Ci piace, cerchiamo di farlo bene e va bene così. «E poi se la gente sa e la gente lo sa che sai suonare suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare», no?

Insieme dal 2010, dal vostro album di esordio (ma anche prima a dir la verità), avete avuto un’intensa attività live che vi ha portato a suonare in molti locali della provincia cuneese e torinese con diversi gruppi più o meno noti (dai Punkreas, ai Fratelli di Soledad, ai The Slaiver, Cibo, Ruggine, Cani Sciorrì e molti altri) ma, quali sono i gruppi che hanno influenzato il vostro stile (insomma qual è il poster che avevate in cameretta, per intenderci) e da quale musica traete ancora oggi la vostra ispirazione?
Elia: Cuneo e Torino sì, ma non solo: abbiamo avuto la fortuna di riuscire a suonare anche fuori dal Piemonte, girando praticamente mezza Italia, centro e sud compresi. Riguardo alle influenze, direi il rock alternative dagli anni novanta in poi, penso a band come Foo
Fighters, Queens of the Stone Age, Smashing Pumpkins…
Fetz: Ai tempi di “Ammazzacaffè”, che era il nostro periodo un pochettino più stoner, sicuramente gruppi come Kyuss, Truck Fighters e compagnia bella. Con “Tubo Catodico” invece tutta roba un po’ più sincopata, alla Biffy Clyro.
Steu: E adesso che i Måneskin hanno riportato in auge il rock, possiamo finalmente suonare le commercialate che piacciono a noi.

Siete stati nominati Best Arezzo Wave band Piemonte 2016, dopo aver vinto la finale di Arezzo Wave band Piemonte / Stati Generali del Rock allo Spazio 211 di Torino, a distanza di cinque anni, che ricordo avete di quel periodo e come vi siete evoluti ( se l’avete fatto) da quell’esperienza?
Steu: Ricordi pochi, ma buoni. Suonare all’Arezzo Wave fu tanto figo quanto inaspettato per noi. Tralasciando il dopo concerto, che non ricordiamo benissimo, stare su un palco come quello assieme a tutti quei gruppi fu super stimolante. In Italia c’è un sacco di giro e tutte le volte che usciamo dal Piemonte scopriamo un sacco di gruppi fighi di un sacco di generi.
Peter: Io ricordo solo che c’erano più sbirri che persone, erano tutti in piazza a guardare l’Italia giocare.
Fetz: Dove cazzo avevamo dormito tra l’altro, in un convento?
Elia: In un convitto.
Fetz: Con vitto e alloggio.
Elia: A me pensare di esser riusciti ad arrivare ad Arezzo da Cuneo dopo Elephant Man, Slaiver e Fuh, fa sempre un certo effetto.
Peter: Rispetto ad allora comunque io mi sono dato al basso, pensando fosse una buona idea per integrare maggiormente il suono della band.

Come Scatti Vorticosi abbiamo co-prodotto insieme ad altre amiche etichette i vostri due album «ammazza caffè» e «tubo catodico», c’è un brano a cui siete intimamente legati e se sì, perchè?
Peter: Di “Ammazzacaffè” a “Fibonacci”, che secondo me esprime meglio di altri brani quel che siamo. Per quanto riguarda “Tubo Catodico” invece “Johnny Shines è tornato nel gruppo”: parla di Tom Newton.
Steu: “Fibonacci” anche per me, forse è quello in cui ognuno di noi è riuscito a dare il meglio.
Fetz: Io dico “Economia domestica”, l’unico pezzo che non mi sono ancora rotto il cazzo di suonare e ascolto sempre volentieri.
Elia: Legato legato, no. Però forse ce n’è qualcuno che tornassi indietro non ritoccherei, mettiamola così. “L’eterno ritorno dell’uguale” è uno di questi. Nella sua semplicità forse è uno dei nostri brani più riusciti.

Nonostante la situazione pandemica che ha messo in panchina i concerti e il mondo della cultura più in generale, c’è qualcosa che bolle in pentola? Moriamo dalla voglia di sapere se c’è qualche altra macabra fatica in arrivo….
Elia: Un terzo disco vero e proprio, come ci sarebbe piaciuto fare uscire entro la fine di quest’anno, non arriverà. Ma è appena uscito un pezzo nuovo, “30 anni e non sentirli”, con docu-video dallo studio di registrazione e non è da escludere che arrivino altri contenuti di questo tipo.

E ora un po’ di frivoli cazzi vostri:

Quali sono i cd, mp3, che avete oggi in auto, in casa o nelle cuffie?
Insomma che musica state ascoltando in questi giorni?
Fetz: Cd? Cosa sono i cd? Comunque l’ultimo dei Calibro 35, i Dinosaur Pile-Up e Ty Segall.
Peter: Io Lucio Corsi, Ivan Graziani, Coma Cose.
Steu: Io i Nothing but Thieves e Willy Peyote. E i Biffy Clyro, che per me sono sempre una certezza.
Elia: Io per lo più musica elettronica: Bonobo, Jon Hopkins, Four Tet…

Cosa vi sta mancando di più in questo periodo distanziamento sociale globale? Musicalmente e non solo!
Peter: Suonare dal vivo.
Fetz: Non poter suonare e non poter andare a sentire suonare. Anche non poter viaggiare.
Steu: A me manca il fatto che non escano nuove cose visto che tanti artisti han rimandato le proprie uscite. Più certamente il fatto di non poter assistere a concerti.
Elia: Soprattutto ascoltare musica dal vivo e bere birrette con gli amici.

La musica come urgenza d’espressione è sicuramente una passione che vi accomuna ma c’è qualcos’altro che vi interessa e vi manda «in fissa» almeno allo stesso modo? (Sesso, droga e ?)
Elia: Sai che non penso ci sia qualcosa, oltre alla musica, che accomuni tutti e quattro? Anzi già è difficile andar d’accordo sui pezzi che scriviamo, e non sapete quanti ne scartiamo, figuriamoci il resto.
Steu: Il bere, la passione per il buon bere.

Se vi chiedessimo di usare un aggettivo, uno soltanto, per ciascun componente della band, quale vi descriverebbe meglio?
Peter: Stefano performante.
Steu: Fabio, estroverso
Elia: Uhm questa è difficile, io passo.
Fabio:

Liberi di usare questo ultimo spazio, per dire ciò che volete:
Elia: Intanto grazie per la chiacchierata, anche se a distanza. Ne approfitto anche per invitare chi si fosse perso “30 anni e non sentirli” a cercarla su Spotify e YouTube e chi fosse interessato a noi a seguirci sul web, specie su youtube, instagram e facebook, perché potrebbero arrivare presto nuovi brani. Ricordo anche che i nostri dischi sono in streaming e free download (su Bandcamp, Soundcloud, Spotify e YouTube) e cd, vinili e magliette di “Tubo Catodico” in vendita su https://lamacabramoka.bandcamp.com/merch
Che altro dire? Speriamo di poterci tutti riabbracciare presto.

Steu: Nonostante il periodaccio non abbiamo smesso di lavorare a pezzi nuovi, che in un modo o nell’altro faremo uscire, in attesa di poter tornare a suonare come una volta, quando si potrà.

 

Daje ragazzi!

Qui sotto il video del vostro nuovo pezzo ” 30 anni e non sentirli”.

 

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