Ciao Ragazzi! Grazie per aver trovato la voglia e il tempo di rispondere alle nostre domande!

Annozero, siete la ventata di novità di quest’anno! In realtà Luca, Daniele e Manuele, risorgono dalle ceneri dei Black Wings of Destiny che hanno deciso di scogliere in lockdown. Ciò che avete fatto però non è stato solo cambiare nome: c’è stata una vera e propria metamorfosi dal metal/stoner con il recupero di sonorità punk hardcore che ci ha piacevolmente stupito già all’ascolto del release «Tempi bui» uscito recentemente. Quindi è d’obbligo chiedervi cosa vi ha spinto a creare un progetto come ANNO ZERO?

Luca: Ciao e grazie per l’interesse verso questo nuovo progetto! Non c’è mai stata una vera e propria rottura, abbiamo dato continuità alla band nonostante le difficoltà del periodo. Solo che scrivendo i nuovi pezzi ho sentito la necessità di virare verso l’italiano per avere un approccio più diretto e comprensibile. Nel frattempo, durante il primo lockdown, Marco ha deciso di farsi da parte per dedicarsi a nuovi progetti e siamo rimasti in tre. Dovendo riarrangiare le cose già scritte con una sola chitarra tutto è diventato più diretto e asciutto anche a livello musicale e il riaffiorare del nostro background comune è stato un naturale processo, d’altronde ci siamo nati con certe sonorità e anche in esperienze passate non ne abbiamo mai fatto mistero. Ci siamo quindi trovati con del materiale molto diverso, in un’altra lingua e con una formazione differente, per questo abbiamo deciso di ripartire con un nome nuovo e nuovi orizzonti. Annozero non ha nulla a che vedere con Santoro se ve lo stavate chiedendo, è il ritornello della prima canzone che scrissi in italiano con i Sickhead (Zero), ben prima che esistesse la trasmissione televisiva.

Il 15 dicembre, è uscito il vostro primo album «Catarsi» e al suo interno troviamo tracce a cui hanno partecipato Sabino (Bellicosi, Treni all’alba, Titor) e Gigio (CoV, Arturo, Toto zingaro). Volete parlarcene?

Luca: E‘ da sempre stato un nostro desiderio quello di collaborare con artisti che stimiamo profondamente ma non eravamo mai riusciti per non so quale motivo a portare questa cosa ad una effettiva realizzazione. Questa volta ci siamo riusciti e siamo veramente soddisfatti, tanto da avere già in mente altre collaborazioni per il futuro.  Sabino ha lasciato l’Italia qualche anno fa e questo è il nostro modo per riportarlo un po‘ a casa e fargli capire che ci manca, il suo cantato graffiato è perfetto per Vive Ancora e mentre scrivevamo il pezzo già avevamo pensato a lui. Per quanto riguarda Gigio, che non ringrazieremo mai abbastanza anche per la copertina, la storia è più vecchia. Il riff di Catarsi l’ho scritto originariamente per una possibile nuova canzone dei CoV, tanto che ricordo anche di averlo abbozzato con Tino una volta prima delle prove, quindi Gigio era la scelta più naturale ed il risultato finale dice tutto!

Quale pensate sia il brano di questo disco che vi rappresenta meglio? Quello che proprio non mancherebbe in una scaletta dal vivo!

Luca: E‘ una domanda che non si fa mai, è come scegliere un figlio preferito! Comunque dico Catarsi

 

E ora un po’ di frivoli cazzi vostri:

Quali sono i cd, mp3, che avete oggi in auto, in casa o nelle cuffie?
Insomma che musica state ascoltando in questi giorni?

Luca: Per quanto riguarda le nuove uscite dico Code Orange, Hatebreed e Deftones.

Ema: I Counterparts mi gasano parecchio… e poi i compagni di etichetta Scheletri. Pure un sacco di bands che scopro grazie al PUNKCAST di Alessandro Zigliani.

Dani Io dico Idles, AC/DC e Uada.

Cosa vi sta mancando di più in questo periodo distanziamento sociale globale? Musicalmente e non solo!

Ema: Probabilmente il contatto umano. E’ stato strano fare la maggior parte di questo disco “a distanza”. Mancavano il sudore, le birre, i palchi… però ci ha dato modo di lavorare molto di più sul materiale, ragionare più “ad ampli spenti” su vari arrangiamenti o passaggi e comunque le poche volte che siamo riusciti a trovarci son state fondamentali per capire se i pezzi girassero o meno. E poi trovarsi ai concerti coi vecchi amici e con quelli che ancora non sanno di esserlo. L’uscita di “Catarsi” é un piccolo modo per rimetterci in gioco col mondo.
Dani: Abbracciare la gente…

La musica come urgenza d’espressione è sicuramente una passione che vi accomuna ma c’è qualcos’altro che vi interessa e vi manda «in fissa» almeno allo stesso modo? (Sesso, droga e ?)

Dani: Birra, cibo e…

Ema: Abbiamo idee comuni su molti argomenti, anche perché sennò non saremmo durati insieme più di dieci anni, dagli ascolti agli aspetti sociali, dalle letture alla visione della vita quotidiana (…birra l’ han già detto?…)

Se vi chiedessimo di usare un aggettivo, uno soltanto, per ciascun componente della band, quale vi descriverebbe meglio?

Ema: Luca: istrionico, Dani: un faro nella tempesta…Ma é più di una, quindi: Unfaronellatempesta

Dani: Luca :creativo, Ema: coerente
Luca: Dani: inalterabile, Ema: infaticabile

Liberi di usare questo ultimo spazio, per dire ciò che volete:

Dani: Supportate la musica e i locali underground come potete affinché ci sia ancora qualcosa dopo questa pandemia!

Luca:  Grazie ancora per lo spazio concesso e speriamo di vederci quanto prima sopra e sotto un palco. Questa band nasce da un’urgenza di comunicazione e la pandemia ci ha portato via il canale più diretto possibile, quello dei live. Ci rifaremo presto e contiamo su di voi.

 

Grazie a voi ragazzi!

Qui, il video del brano “Catarsi” tratto dall’ ultimo disco degli ANNOZERO!

Daje!

 

interviste vorticose News - Scatti